Recensione: 366 di Naike Ror| Love is in the books

Buongiorno lettori,
oggi iniziamo la giornata con un libro che fa parte del panorama del self publishing italiano. Pubblicato con il titolo di 366 della scrittrice Naike Ror, il libro fa da spin-off al secondo volume appartenente alla serie R.U.D.E, ovvero Usheen (QUI) e della quale è stato pubblicato anche il primo volume Royle (QUI). Ma ora è arrivato il momento di parlarvi di Donal e Isabel perché questa è la loro storia d’amore. 

366 - 4c6  

Autore: Naike Ror

Titolo: 366

Serie: R.U.D.E

Genere: Contemporary Romance

Casa editrice: Self publishing

Prezzo ebook: 0,99€

Trama: Donal sospirò contrariato. 
«Senti Isabel.» Sbottò. «Potremmo nasconderci dietro a “Mille altri dieci argomenti da evitare al primo appuntamento”, ma la verità dei fatti è che siamo impediti in queste cose. Non…» si fermò alla ricerca delle parole. «Io non sono uno da gesti eclatanti, colpi di scena romantici e, a peggiorare la situazione, ammetto di avere una pessima tempistica negli approcci. Potrei andarmene, certo, però rimarrei con il rimorso di non aver almeno provato a baciarti.» Isabel lo guardava, immobile, silenziosa. Quel discorso era pericolosamente ambiguo. «Se ti dico questo è perché ho come il presentimento che se facessi un passo verso di te, tu potresti urlare e non è la reazione che vorrei provocarti.» Isabel lo guardò ancora. «Ovviamente con questo non voglio dire che ogni volta che mi avvicinerò a te vorrò baciarti, ma stasera l’intenzione era quella e, magari, sapere cosa ne pensi renderebbe tutto questo meno… ridicolo.»
«”Ridicolo”?» Ripeté lei.
«Abbastanza.» Isabel percepì l’imbarazzo di Donal e si sentì per la prima volta al suo stesso livello.
«Hai ragione Donal, siamo impediti.» Si sorrisero. «Non vorrei essere intimorita dalla tua presenza e ti giuro che le mie reazioni sono spontanee. Forse avrei dovuto indossare dei tacchi per sentirmi meno piccola accanto a te.» 
Donal tornò a guardarla proprio come prima che lei sgattaiolasse via. 
Isabel capì che quello era un momento che non voleva perdere, così, stringendo forte l’orlo del suo cappotto, attese che lui si avvicinasse.
«Sicura che non urlerai?» Le domandò. 
Lei annuì. 
Lui fece un primo passo, poi un secondo e Isabel chiuse gli occhi. «Respira, altrimenti invece che baciarti mi toccherà farti la respirazione bocca a bocca.» Isabel ridacchiò e finalmente Donal la baciò.
Questa è la favola di Donal e Isabel.

recensione

Il prologo di questo romanzo ha avuto la capacità di farmi salire il cuore in gola e penso che Naike abbia trovato la sua nicchia nel mondo della scrittura perché, credetemi, è bravissima a depistare il  lettore. Subito dopo di esso, entriamo nella difficile vita che conduce la protagonista femminile del romanzo Isabel: sposata con due figli, vive uno degli abusi peggiori che una donna possa subire, violenza domestica.

Urlò ancora e se ne andò, sbattendo la porta di casa.
Isabel, impietrita dalla paura e dal dolore, provò a muovere qualche muscolo,
ma era completamente dolorante, sotto choc.

 Isabel, a causa dell’influenza che il cattolicesimo ha nel paesino in cui vive con la sua famiglia, è costretta a vestire sempre di nero, ad occuparsi dei bambini, delle faccende domestiche (e non) perché qualsiasi cosa potrebbe essere motivo di  prevaricazione da parte del marito. Tutto questo incide anche sulla vita dei suoi due bambini Connor e Tara, che sono costretti a vivere una vita a metà: felice quando il padre è assente; rigida e impostata quando non lo è. 

«Darti aiuto economico non è la parte difficile, ma quella facile. Dovrai poi imparare a stare da sola e lì incontrerai delle difficoltà. Una buona percentuale di donne che aiutiamo torna dal marito.»
«Non voglio tornare da James.» 

Donal è al capo della polizia di LondonDerry e, in questo meraviglioso romanzo, avremo modo di sbirciare anche nella vita del nostro amato Usheen. Donal sta cercando di superare la morte della donna che amava (non faccio nomi e concedo solo un piccolo cenno all’accaduto per non sfociare in nessuno spoiler), vive da solo in un complesso di appartamenti, lontano da tutti. 

«Perché non riesce a guardarmi?»
«Perché sono dispiaciuta e mi vergogno per quello che è successo.»
«La vergogna è un sentimento che dovrebbe lasciar provare ad altri.»

A causa dell’ennesima violenza, su suggerimento di suo figlio, Isabel denuncia suo marito e viene allontanata dalla sua città e trasferita a Derry. Andrà a lavorare come donna delle pulizie nel plesso residenziale di Donal e sarà qui che il cuore di uno incontrerà quello dell’altro. 

«Da quando ti preoccupi dell’apparenza?»

«Da quando ti considero mia e solo mia.»

La storia d’amore tra questi due protagonisti è paragonabile ad una rinascita, ad un nuovo inizio, ad una nuova vita. L’autrice ha trattato temi forti come la violenza e l’abuso del marito autoritario sulla donna con delicatezza ed estremo riguardo. La scrittura è migliorata di molto rispetto ai precedenti romanzi. Esso è scritto a pov alternati e questo facilita il lettore nell’identificazione empatica con entrambi i personaggi.  Molta importanza ha il titolo del romanzo, 366 giorni è la scansione temporale della storia dei protagonisti che ci viene raccontata. La serie R.U.D.E si sta rivelando essere una serie di capolavori e devo dire che 366 risulta essere la panna montata, in attesa della ciliegina sulla torta. 

Valutazione: 10/10

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