Segnalazione: Noi – L’amara realtà che ci divora di Lucia Tommasi | Love is in the books

Buongiorno lettori! ❤

Oggi vi segnalo un’uscita self uscito pochi giorni fa, il 29 Maggio, si tratta del 4 volume della serie Alfieri di Lucia Tommasi, dal titolo Noi – L’amara realtà che ci divora. Cosa succederà ancora a Michele e Serena???? Andiamo a scoprire di cosa si tratta. ❤

Copertina ufficiale 1400x1860 - Noi #4 L'amara realtà che ci divora Alfieri series 3 - Copia

 

TITOLO: Noi – L’amara realtà che ci divora #4 Alfieri Series

AUTORE: Lucia Tommasi 

PREZZO: 1,99 €

BOOK TRAILER:  https://youtu.be/K-Q1WrROQmw

GENERE: Dark romance/erotic
DATA USCITA: 29 maggio 2017 
SERIE: Alfieri Series #4
TRAMA: Tutti i nodi vengono al pettine.
Le bugie e le dilanianti verità nascoste da troppo tempo 
esplodono violentemente in un putiferio assurdo, trascinando 
con se Michele, facendogli perdere quel poco di felicità che 
possiede.Un brutto malinteso le fa perdere Serena e farà di tutto per 
riprendersela di nuovo.Miriam ci mette lo zampino, distruggendo del tutto quello che 
rimane di Michele e della sua anima.
ESTRATTO: 
Non me la scopo se non lo dice, è un mio 
divertimento sentirmelo dire, ma è anche un consenso. Non 
voglio violentare nessuno.
<<Ok>> Mi allontano di un passo da lei, le mie mani sono 
alzate. <<Non voglio obbligarti a fare niente che non vuoi>> So 
che facendo così lei mi salterà addosso. L’ho portata al limite
è solo questione di tempo.
Ansima piano, sembra delusa della mia decisione ed è quello 
che voglio.
<<E’ la mia migliore amica, non potrei mai farle del male>> 
Merda! Forse non l’ho fatta riscaldare bene.
Arriccio la fronte. E adesso?
Mi viene incontro e mi bacia ardentemente. Evviva!!!
La sbatto contro il muro, non ho tempo da perdere, voglio 
andare a divertirmi stasera quindi devo fare in fretta.
Le sfilo le mutandine e le infilo nella mia tasca, quella sarà la 
prova schiacciante che le dividerà per sempre.
Afferro la bustina del condom, la strappo con i denti e lo 
indosso velocemente. Le alzo una gamba, per fortuna ha il 
vestito, con i pantaloni sarebbe stato parecchio difficile.
Entro dentro di lei quasi a fatica, è strettissima, ma 
finalmente ci riesco. Inizio a darle delle spinte rigorose, così 
da finire il prima possibile.
Anche se devo dire che non mi dispiace più di tanto, se non 
fosse che è una stronza. Ricordo che mi ha fatto perdere la 
scopata con Ludmilla e le mie spinte diventano più 
animalesche.
Fuori nevica, non so a quanti gradi siamo, ma noi siamo 
sudati, ho caldo. Sarà l’alcol o la scopata, ma mi sto 
squagliando!
Ci sono quasi, il brivido famigliare prende il sopravvento su di 
me e finalmente vengo.
Siamo sfiniti, immobili e chissà dopo quanto tempo i nostri 
respiri iniziano a calmarsi e anche i battiti del mio cuore. 
Qualche volta credo che mi verrà un infarto.
Esco da lei, sono silenzioso e non mi sento per niente una 
merda. Sfilo il preservativo e lo butto nel cestino. Chiudo la 
zip dei jeans, vado a lavarmi le mani.
Lei è ancora con le spalle al muro, sembra stordita.
<<Tutto bene?>> Annuisce. <<Bene, ci vediamo>> Sto per 
uscire quando il mio cellulare vibra nella tasca, chi cazzo è?
“Miriam”
Che cazzo vuole? <<Che c’è?>> Dico duro, la sento ansimare.
La sua voce sembra affannata. <<Michele?>> Che cazzo 
succede? <<Sto andando in ospedale, si sono rotte le acque>> 
<<Scusami?>> Oh mio Dio! Sto per diventare padre? No! E’ 
troppo presto, no! Mi passo una mano sul viso.
<<Muoviti, vieni subito!>> Mio Dio! Vorrei scappare il più 
lontano possibile da Berlino. Non posso diventare padre così, 
senza preavviso. La mano mi scivola sulla bocca. È un incubo!
Il cellulare quasi mi cade dalle mani. Riattacco e lo rimetto in 
tasca, sono sconvolto.
Ho avuto nove mesi per prepararmi, ma non ci sono riuscito. E’ 
troppo tutto questo per me.
<<Che succede?>> Domanda preoccupata Lydia.
<<Miriam è in ospedale>>
<<Cosa? Sta nascendo la bambina?>> Annuisco, non riesco 
più a parlare. <<Oddio, dobbiamo andare subito>>
Raggiungo l’ospedale. Lydia e John sono con la loro macchina 
dietro di me.
Entro nella stanza e la vedo con un sorriso enorme, mentre 
tiene fra le braccia mia figlia. Oh Dio! Sto impazzendo. E non 
di gioia.
Ho il fiatone, ho fatto quattro piani a piedi e di corsa. Non 
potevo prendere l’ascensore, stare fermo lì dentro mi avrebbe 
ucciso.
<<Ha il tuo naso!>> Miriam è bellissima ed è felicissima. 
<<Avvicinati>> Mi dice.
Cerco di dare il comando alle mie gambe di muoversi e 
finalmente dopo un’eternità ci riesco e mi avvicino a lei 
lentamente.
E’ una bambina bellissima, ha pochi capelli, sono rossi come 
quelli di Miriam. Il suo viso è rosa e tondo, è dolcissima.
Sono confuso. Questa bambina è mia figlia! L’ho fatta io! Come 
diavolo è possibile?
<<Che c’è?>> Miriam diventa seria. <<Che succede?>>
Ondeggio la testa. <<Niente>> Non riesco a staccare gli occhi 
da quell’esserino rosa. <<E’ solo che è stato inaspettato>>
Sono passati cinque giorni, Miriam sembra non aver partorito 
affatto, è tornata a correre per casa e a fare le cose che 
faceva prima.
Sono immobile davanti all’ovetto, dove dorme la bambina. 
Miriam ha insistito per chiamarla Michelle e io gliel’ho lasciato 
fare. 
Sono nel panico. Non parlo da due giorni, a parte rispondere 
obbligatoriamente quando sono costretto. Ho mangiato 
soltanto un panino in questi due giorni, non ho neppure fame. 
Mi sento frastornato.
Suonano alla porta, Miriam va ad aprire. <<Ciao tesoro>> 
Sento che si baciano, io sono di spalle, non mi scomodo 
neanche a salutare quella strega di Lydia. Adesso dovrò anche 
averla fra i piedi. Prima o poi dovrò dire a Miriam della scopata 
che mi sono fatto con Lydia. Non la vedo da quella sera in 
ospedale. Probabilmente si sente in colpa. Se questo può 
tenerla lontana da questa casa allora sono tranquillo, anche 
se adesso è qui a rompere.
Vado a sedermi sul divano, incrocio i piedi sul tavolino basso 
e passo il mio tempo con il cellulare.
<<Michele io esco a comprare le cose che servono alla 
bambina, visto che tu ti sei rifiutato>> Che bello, allora è per 
quello che è arrivata la strega. Vanno via! Si!
Aspetta! La bambina?
<<La bambina te la porti, vero?>>
<<No! Non posso. Controllala tu io torno tra poco>>
Mi alzo in piedi. <<Non puoi lasciarmi la bambina.>>
<<E’ anche tua figlia!>>
<<Una scopata fatta senza cervello non mi rende padre!>> 
Sono duro, ma sono molto nervoso.
<<Farò finta di non aver sentito quello che hai appena detto.>> 
Sospira. <<Mi servono i soldi>>
<<Sai già dove sono, prendi quelli che ti servono>> Mi rimetto 
a sedere, sono davvero un cazzone. Per quanto la tratti di 
merda credo che lei non mi lascerà mai. Perché mi ama 
davvero tanto.
<<Che cazzo sono queste?>> Alzo lo sguardo, ha gli occhi fuori 
dalle orbite e tiene fra il pollice e l’indice un perizoma viola. 
Devo rimangiarmi il discorso che non mi lascerà mai. Guardo 
sopra la sua spalla. Lydia è mortificata, visto che il perizoma è 
suo.
<<Un perizoma, non lo vedi?>>
<<Stai scherzando?>> Alza la voce. <<Di chi cazzo è? Con chi 
cazzo sei stato?>> I suoi occhi sono velati di lacrime, mentre 
la bambina inizia a piangere.
Fisso Lydia. <<Perché non lo chiedi a lei?>> Lydia apre la 
bocca sbalordita, non si aspettava che avrei parlato.
Miriam si volta. <<Che c’entri tu?>> Lydia alza le spalle, non 
sa che dire ed è mortificata come non mai. <<Lydia? Parla! 
Che c’entri tu?>> Miriam si volta verso di me. <<Michele?>>
Grida. <<Qualcuno vuole dirmi qualcosa?>>
<<E’ suo! Prima di infilarglielo dentro le ho tolto il perizoma e 
l’ho infilato nei miei jeans>> 
Gli occhi le strabuzzano fuori, la bocca è spalancata. Si volta 
verso Lydia. <<E’ vero?>>
Lydia sta per piangere. <<Io non volevo, è stato lui>>
<<Io?>> Mi indico, attirando l’attenzione delle due. <<Se per te 
opporsi è gridare di piacere e infilarmi le unghia nella schiena 
allora scusa. Se mi tolgo la maglia ho ancora i tuoi graffi sulla 
schiena>>
firma-sissy1
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...