Recensione: Non è stata colpa mia di Leah Mercer| Love is in the books

Salve lettori,
oggi vi parlo di Non è stata colpa mia di Leah Mercer, edito dalla casa editrice Newton Compton Editori. Sin da quando fu resa nota la trama di questo libro, mi son detta “devi leggerlo a tutti i costi” . Oggi sono solo felice di averlo fatto!. 

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Autrice: Leah Mercer

Titolo: Non è stata colpa mia

Casa editrice: Newton Compton Editori

Data di pubblicazione: 16 Marzo 2017

Prezzo ebook: 4,99€

Prezzo cartaceo: 10,00 €

Trama: Un libro da tenere sul comodino
La storia di questa coppia farà parte di voi
Un segreto che li divide
Un viaggio a Parigi
Sarà possibile ritrovarsi?
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel’ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell’animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
Un’incredibile storia di amore e coraggio
Un romanzo da tenere vicino al cuore

recensione

Ho scoperto questo libro mentre spulciavo il sito delle uscite della Newton Compton Editori. A colpirmi per prima è stata la cover con la sua aria malinconica, triste e ricca di solitudine – adoro le copertine che riescono ad esprimere sensazioni – ed è identica a quella originale *.* .

Si dice sempre che la morte di un figlio sia la cosa peggiore
che può capitare a un genitore.
Ma non è vero.
La cosa peggiore che può capitare è sapere che tuo figlio è morto per colpa tua.

Sin dalla trama si evince quella che è la chiave scatenante dell’intero romanzo, ovvero la morte del figlio dei protagonisti principali, Edward e Zoe. Sono passati due anni dall’evento che ha completamente devastato, seppur in modo diverso, la loro intera esistenza. I genitori di Zoe decidono di regalare ad entrambi un weekend a Parigi, per far in modo che i due  “stacchino la spina”. 

Sapevo che ci sarebbe voluto del tempo per riprenderci dalla morte di Milo, e che sarebbe stato un periodo difficile. Lo dicono tutti, no? La miglior medicina è il tempo. Ho perso il conto di quante persone ce l’hanno detto nelle prime settimane, e io stupidamente ci ho anche creduto. Adesso avrei voglia di ridere in faccia a tutta quella gente. Il tempo? Il tempo non ha fatto altro che cementare il silenzio tra noi, e mettere in pausa ogni singolo terribile istante, in technicolor.
Quando si ha a che fare con la morte, non c’è nulla che possa frenare
la valanga di dolore, senso di perdita e  rabbia.
Se ti fermi la valanga ti seppellisce.

Ciò che loro non sanno è che Zoe ed Edward non comunicano più. Si evitano.
Zoe passa interi pomeriggi fuori e quando torna cede subito al sonno mentre Edward preferisce sfinirsi a lavoro e passare il suo tempo con la collega Fiona. Il loro matrimonio è sull’orlo di un baratro e nessuno può far nulla per salvarli, se non loro stessi.

Dove sei?, vorrei urlare, e non soltanto in senso letterale.
Dovunque sia sparita mia moglie, qui come a casa, non credo che tornerà .

Perché non lo hai tenuto d’occhio?

Perché non l’hai fermato?

Come hai potuto permettere che accadesse?

Queste le parole che ormai rimbombano nell’animo di Zoe e che non le permettono di riemergere dall’abisso che l’ha investita due anni fa per ben due volte.

Appena arrivati alla stazione di Parigi, Edward – pur di allontanarsi da sua moglie – le dice che deve andare a prelevare. Zoe, non vedendo suo marito tornare e non avendo con se soldi o cellulare, inizia ad andarlo a cercare. I due finiranno così per smarrirsi a Parigi, ognuno per conto proprio… Inizialmente Edward si darà da fare per cercare quella che sulla carta è ancora sua moglie, ma un malinteso è pronto a cambiare definitivamente le carte in tavola… o forse no? Quello che doveva essere un viaggio di piacere, ben presto si trasforma in un viaggio introspettivo ma soprattutto di ricongiungimento con la propria anima. Un ritrovamento di se stessi dopo anni e anni di smarrimento totale

Dovrei essere preoccupata. Sono sola in una città straniera, senza soldi, senza cellulare, e senza la minima idea di dove sto andando.
Ma quando varco l’uscita della Gare du Nord e guardo le macchine sfrecciare davanti a me non mi sento affatto spaventata.
Al contrario, mi sento libera, come se perdere tutti i legami con la mia vita passata mi permettesse di diventare un guscio vuoto, vuoto in senso buono, come uno scheletro che porta semplicemente in giro pelle e ossa, senza alcuna emozione. 

Il libro è alternato dai POV di Edward e Zoe che passano dal presente a flashback del loro passato: l’inizio della loro relazione, il matrimonio, i battibecchi, i piccoli segreti, la famiglia…. Milo, che è stato l’inizio e la fine del loro lieto fine.

Le cose accadono, e la cosa migliore che puoi fare è cercare di superarle,
insieme alle persone che ami.
Allontanarle perché temi di perderle non risolve nulla.
Adesso lo so.

E’ un libro straziante, ricco di sentimenti ed emozioni che ti travolgono come un treno in corsa. Soffri, soffri con loro perché è inevitabile. Che sia il pov di uno o dell’altro, la rabbia, il rancore, la tristezza, la delusione prendono il sopravvento e non ti resta che resistere, aggrapparti alla forza sconosciuta che tutti chiamano amore. Un romanzo che racconta la storia di una seconda possibilità, di due persone che hanno smarrito il cammino durante il corso della vita, che gli ha riservato il dolore più grande e difficile da gestire; soprattutto quando non ci si concede di affogare in esso e conviverci. Come puoi imparare a nuotare in quel mare, a te sconosciuto, altrimenti?

Il martellio nella mia testa ha lasciato il posto a un pulsare sordo e la ferita mi brucia, ma se riesco ad arrivare al fiume, e a scrutare l’acqua come ho fatto tante volte in passato, forse il disastro della mia vita diventerà più sopportabile.
Perché non importa quanto mi sia impegnato negli ultimi anni per venire a patti con il mondo, adesso so che ciò che avevo creato era solo una facciata, una realtà alternativa che si è dissolta davanti ai miei occhi.

Non nego che fino alla fine ho avuto paura, non nego che ho temuto il peggio in vari momenti ma alla fine penso di aver avuto una crisi di pianto in piena regola. Il libro è narrato in modo sublime e mi è piaciuta la struttura donata dall’autrice. So per certo che non arriverà allo stesso modo a tutti i lettori ma per quello che ha suscitato in me non posso far altro che premiarlo con una super valutazione: nella speranza che Leah Mercer continui a scrivere storie così emozionanti, vado ad aggiungere ufficialmente Non è stata colpa mia nei miei must read del 2017!. 

Valutazione: 10/10

Autore: Leah Mercer è nata a Halifax, sulla costa orientale del Canada. All’università è stata campionessa nella staffetta 4×400. Dopo un master in giornalismo, ha iniziato la carriera di scrittrice. Vive a Londra con il marito e il figlio. Il suo sito è www.leahmercer.com

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