Blogtour: A domani di Maura R. Erre – 2 Tappa| Love is in the books

Salve lettori,
oggi è con piacere che ospitiamo la seconda tappa del blogtour di A domani di Maura R. Erre, un romanzo contemporaneo del self publishing italiano!
La tappa è dedicata a degli estratti del romanzo. Curiosi? 😀

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Autore: Maura R.

Titolo: A domani

Genere:  Contemporary Romance

CE: Self Publishing

Prezzo ebook: 0,99 €

Prezzo cartaceo: 10,39 €

Trama: Andrea Furlan è una giovane donna avvocato, ha quasi quarant’anni e apparentemente nulla può scalfire il suo carattere ed il suo atteggiamento. Una profonda cicatrice segna il suo passato ed è stata motivo per cui i suoi genitori, inaspettatamente, quando lei era appena diciannovenne, avevano deciso di trasferirsi da Torino a Trieste, strappandola dalla quotidianità e dalla complicità con Chiara, amica di sempre. Socia di Gianmaria Sartori, esercitano la professione nello studio del padre di quest’ultimo. Nonostante sia riuscita a realizzarsi, Andrea appare in perenne sfida con se stessa, come se tutto ciò che è riuscita a conquistare non fosse sufficiente ad appagare la sua costante insoddisfazione. Dopo la separazione con il marito Paolo, Andrea si barrica dietro ferree convinzioni, non riuscendo ad accettare quel fallimento, mantenendo un severo atteggiamento nei confronti di tutti e un controllo esasperante in ogni situazione. L’unico in grado di ridurre a brandelli tutta la sua rigidità costante è l’amore di suo figlio Samuele. A dispetto del pessimo carattere, è circondata dall’affetto delle amiche e degli  stravaganti vicini di casa, con i quali condivide una palazzina nella zona residenziale di Trieste, città che con il tempo ha imparato ad amare e sentire sua. Un giorno che pare essere come tanti, un banale equivoco stravolgerà la sua quotidianità: Leonardo Cacciari irrompe nella sua vita, sgretolandole quelle fervide certezze. La sfiderà e la provocherà, fino ad estrapolare l’essenza della sua femminilità, attraverso una sensualità e una passionalità coinvolgenti che Andrea credeva di aver perse. Entrambi in lotta con un passato ingombrante che, con prepotenza, non smette di ritornare, vivranno un’altalena di emozioni e di eventi in diverse città del Nord Italia. Dopo Trieste, Torino segnerà una prima tappa fondamentale della loro storia e quindi Genova, con l’artista Frida Kahlo a fare da detonatore per nuovi ed interessanti sviluppi. Attraverso un percorso caleidoscopico, ironico e sentimentale la professionista irreprensibile che è stata per anni lascerà il posto a una donna alla ricerca di se stessa e della propria vera natura. Può bastare tutto questo a farle  ritrovare la felicità? Dipende veramente tutto e soltanto da noi?
Un destino inesorabilmente cinico, strano e beffardo giocherà nuovamente le sue carte ribaltando tutte le situazioni. Leonardo sparirà all’improvviso dalla sua vita senza alcuna spiegazione, strappandole l’anima. I perché della protagonista troveranno un’amara risposta; paradossalmente sarà Roberta, ex compagna di Leonardo, a fare chiarezza nel buio in cui brancola Andrea.

Romanzo d’esordio, la storia di Andrea e Leonardo trascina con se il lettore, alternando sapientemente i punti di vista di entrambi i personaggi e senza mai cadere nella banalità, trasmettendo un ampio ventaglio di emozioni sempre diverse. Come la vita ci insegna, il cambiamento è l’unica certezza: si ride, si piange, si ama, si costruiscono muri per poi buttarli giù. A domani non è una certezza, ma l’augurio più bello.


mmm

Estratti

 «Buongiorno», disse, rivolgendosi a lei con tono profondo e tranquillo. Andrea non fece in tempo a ricambiare il saluto che lui subito continuò: «Finalmente una ragione valida per venire da te più spesso, Gian», disse, scherzando, all’amico che lo guardava perplesso, non capendo. «Mi scusi, ma Gianmaria è sempre stato geloso delle sue segretarie e me le ha sempre tenute nascoste, con ragione devo dire … », chiarì ammiccando. Gianmaria sgranò gli occhi e si sfiorò la fronte con una mano. Era chiaro l’equivoco. Leonardo aveva frainteso, immaginando che l’avvocato Andrea Furlan di cui gli aveva parlato fosse un uomo. Oramai era troppo tardi per fermarlo. Andrea fece un sorriso beffardo, gli uomini che si permettevano certi pensieri del tutto inopportuni la divertivano. Li reputava degli stupidi, dei bambini che sbavano davanti ad un sacchetto di caramelle. Il brivido caldo che l’aveva colta poco prima si era raggelato a quelle parole. Riprese padronanza di sé e delle sue convinzioni e, triste ammetterlo, le solite tre parole lampeggiarono nella sua testa – Sono tutti uguali. Avvicinandosi decisa, tese la mano a Leonardo, che sembrava compiacersi della sua ironia, ma dovette ricredersi poco dopo, quando Andrea cambiò espressione e il suo sorriso -svanì, lasciando trasparire tutto il suo disappunto. «Mi dispiace doverla deludere, signor ?… » «Leonardo Cacciari» «Bene signor Cacciari, dicevo, non so dove Gianmaria tenga segregate le sue collaboratrici, se lo scoprirò, sarà il primo a saperlo, promesso … Io sono il suo socio, avvocato Andrea Furlan». 

Gli piaceva. Decisamente, provava un’attrazione viscerale nei suoi confronti. Scatenava in lui una sensazione che non riusciva a definire. Quando si ritrovavano nella stessa stanza lui cambiava, il suo stato di perenne irrequietezza si placava, come se tutto dentro di sé trovasse il giusto posto. Eppure, nonostante le apparenze, notava in Andrea una vena malinconica, come se cercasse continuamente di nascondersi. A volte i suoi sguardi parevano quelli di una ragazzina timida che celava dei segreti. Sicuramente ne aveva, come tutte le donne del resto, tanto complesse che a un uomo non basta una vita intera per comprenderle realmente. Era un po’ come continuare a guardare lo stesso quadro, che ti affascina da sempre: nonostante il tempo passi, il quadro resta lo stesso, ma ogni volta ne sco14193797_171686559934328_1392203419_n-1pri una luce, una sfumatura diversa. Ti ritrovi a domandarti se, la prossima volta che vi volgerai lo sguardo, ti accorgerai di un particolare, una pennellata che ti era sfuggita.

Un’alzata di braccia in segno di resa e un sorriso da ragazzino sulle labbra furono la risposta di Leonardo. Era questo il suo gioco, ora lo capiva bene. La spiazzava con una personalità devastante. La stupiva il modo in cui riusciva a cambiare le situazioni a suo piacimento.

La sua pelle era liscia, in un tratto però, il tatto lo portò a scoprire una cicatrice: era spessa quanto un dito, la percorse con un polpastrello, una lunga ferita tra il rene e un gluteo. Non sentiva più il suo respiro. Erano avvolti dal silenzio assordante. Andrea sapeva cosa stesse per chiederle, con la mano fredda gli spostò la sua e lo anticipò: «No! Non farlo, non chiedere. Ti dirò solo che è una cicatrice come tante, ognuno ha le proprie … sia fuori sia dentro … – un tono glaciale il suo, si poteva definire quasi impersonale – Questa è la mia. Soltanto la mia». Leonardo represse un mezzo grugnito. Ignorando il suo stato di allerta, si avvicinò al fianco dove si trovava quello sfregio, glielo baciò a fior di labbra: «Va bene».

La guardò diritta negli occhi senza alcuna vergogna: «Se mai lui ti toccherà, è a me che penserai. Tu sei già mia. Sarebbe più facile se lo ammettessi.

 

Leonardo “Mi sento un coglione. Non chiedermi il perché, ma mi trovo sotto casa tua …”
Lesse le ultime parole, sfocate; le lacrime le avevano offuscato la vista. Nell’impeto di quel momento, aprì il portone, incredula che potesse essere vero: un p14218226_171686653267652_1877275325_n-1asso ed era fuori. Una goccia pesante di pioggia estiva le bagnò la fronte. Tutt’intorno macchie d’acque si stavano allargando sui mattoni del porticato; guardò oltre il cancello … era lì, davvero, pochi passi a dividerli. Corse, nonostante i tacchi , nonostante il vestito aderente non le permettesse liberamente quei movimenti. Corse come se non avesse altra scelta. Erano a pochi centimetri, si lanciò verso di lui, senza grazia, come quando, disperati, si desidera solo essere salvati. Non trovò alcuna esitazione in quelle braccia che l’afferrarono forti, stringendola al corpo vigoroso.

Era un bacio diverso, disperato, possessivo, famelico. Non esisteva ragione, né c’era un minimo di ritegno. Esistevano solo loro, avvolti dalla passione che li univa. Ancora nella sua bocca: «Vieni via con me».

*Tappe del blog tour*

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