Recensione: Usciamo a catturare le lucciole? di Vincenzo Politano| Love is in the books

Salve lettori,
oggi vi parliamo di un racconto breve intitolato Usciamo a catturare le lucciole? di Vincenzo Politano, edito Derivati Sanniti. Il racconto esce oggi 6 settembre e d
evo ammettere che, per essere un racconto davvero piccolo, è di una profondità unica! Complete.jpg

 

Autore: Vincenzo Politano

Titolo: Usciamo a catturare le lucciole?

Genere:  Racconto breve

CE: Derivati Sanniti

Trama: “Usciamo a catturare le lucciole” è un racconto breve che nasce con il buio e l’insonnia. Scritto d’impulso in due notti milanesi, il testo mette nero su bianco una serie di quadri che denudano la protagonista. Le sue illusioni, riga dopo riga si sgualciscono. È il racconto di una storia d’amore malato. Una storia proibita, quella tra due amanti. Passione e dolore si mescolano in una danza frenetica, fino a creare un orgia di immagini vivide che prendono corpo a fine testo. I quadri si susseguono a velocità crescente, immergendo il lettore in un mondo onirico. I colori di questo racconto sono il blu notte e il rosso. I sapori? L’aroma pungente del rum e la freschezza della mela.


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Mentre leggevo, facevo pensieri del tipo “ma che roba è questa?“; poi, quando ho letto la parte finale, l’unica cosa che sono riuscita a formulare è stato un banalissimo “Oh”.
Ho dovuto rileggere tutto il racconto perché avevo bisogno di razionalizzare ciò che è irrazionale. Vincenzo Politano, in poche pagine, è riuscito a raccontare ciò che accade a livello inconscio durante una parte dedita alla notte, il sogno.

Scesi le scale di corsa e alla fine della rampa sorrisi. “Rinasco”. Un ultimo sguardo alla finestra e poi dritta per una strada sconosciuta.

 

Come è giusto che sia, il racconto non ha un filo logico e segue la protagonista all’interno di un groviglio di immagini, sensazioni, impulsi, emozioni, desideri che vanno a formare il contenuto latente della nostra psiche. Il sogno è espressione dei nostri desideri più profondi ed è per questo che la protagonista passa dal presente al passato, creando una confusione di immagini da far gioire l’anima di Freud!.
Penso che l’interpretazione aspetti al singolo lettore, in quanto la percezione del racconto, alla fine del quale assistiamo al risveglio della protagonista, è molto soggettiva.

“Spiegami il senso” chiedo a lui.
“C’è mai stato un senso?”
“No” ribatto.

 Non so cosa abbia spinto Vincenzo a scrivere questo meraviglioso racconto, ovvero le ragioni vere e proprie ma posso solo dire cosa mi ha trasmesso la sua lettura.

Chiuse in un barattolo di vetro, forato sul coperchio, le due lucciole lampeggiarono per tutta la notte. Non erano sole ma soffrivano.

All’inizio ho provato una sensazione di smarrimento;  come un crescendo, mi sono sentita soffocare e ho sperimentato una situazione di angoscia, specialmente durante la scena del tradimento; mi sono sentita violata durante la scena esibizionista. Quando si rimanda alla condizione delle lucciole intrappolate, ho provato disillusione, delusione nei confronti della vita. 

Serve troppo coraggio per uscire, per abbandonare il microcosmo che conoscono, così soffrendo muoiono poco a poco. Loro sono vive eh! E’ la loro luce che muore.

Queste sono le mie sensazioni ma sarei davvero curiosa di conoscere quelle di voi lettori! Vincenzo Politano ha scritto qualcosa di poetico, inafferrabile e irraggiungibile, portando alla luce, sotto forma di scrittura, la parte più profonda di ogni essere umano.  

Valutazione: 9/10 

4 stelline

Autore: Vincenzo Politano nasce a Benevento nell’Aprile del 1995. Fin da piccolo mostra un grande interesse per la scrittura ed il teatro. Trascorre la sua adolescenza immerso nei suoni e nei colori dei paesaggi sanniti, elementi fortemente ispiranti per la sua creatività. Dal 2010 al 2014 studia presso il Liceo scientifico “Virgilio”, periodo in cui approfondisce la sua passione per il linguaggio teatrale. A settembre 2014 si trasferisce a Milano, dove attualmente studia Comunicazione Interculturale all’Università Bicocca. A Giugno 2014 vince il concorso di scrittura “i Borghi e le storie del Sannio” con un racconto breve intitolato “Bambolina”. Attualmente fa parte della associazione teatrale milanese “Kerkis – teatro antico in scena”, che gli permette di sperimentare nuovi linguaggi espressivi e attoriali.

 

 

 

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