Aflame di Penelope Douglas – Tate & Jared

Carissimi lettori,

ebbene si, dopo aver letto l’ultimo libro della Falling Away Series di Penelope Douglas, pubblicato in italia dalla Newton Compton Editori , intitolato Non riesco a dimenticarti, non ho resistito alla voglia di leggere Aflame , ultimo libro conclusivo della serie che riprende la storia dei due personaggi con la quale la serie ha avuto inizio: Trent e Tate ❤ Dire che è stato emozionante leggere di loro, è dire poco.

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Nella sezione “Estratti” , vi ho tradotto il capitolo che la Newton non ha inserito all’interno di “Non riesco a dimenticarti” .

Nei capitoli finali di quest’ultimo succede una cosa tra Jared e Tate che sarà l’episodio che porterà ad Aflame.

Quelli che ritroviamo non sono più la Tate e il Jared di un tempo.

All’epoca, li avevamo conosciuti come i ragazzini che frequentano lo stesso liceo; che sono cresciuti insieme; che si sono allontanati ma che si amano da sempre.

Dopo tanto tempo le loro strade si dividono di nuovo e in Aflame  troveremo una Tate determinata, forte, sfrontata e pronta a tutto.

Troveremo un Jared che è diventato uomo, è cresciuto e rivuole indietro quella parte della sua vita che gli è sfuggita, l’unica cosa o persona di cui lui non aveva mai dubitato. 

La persona che lui aveva sempre amato.

Tra corse al Loop, segreti, confessioni, sesso, amore, litigi, amicizie, in questo ultimo capitolo ritroveremo tutti i personaggi che hanno preso vita durante la serie: Jax, K.C o Juliet 😉 , Madoc, Fallon ma ci saranno anche di nuovi…. non posso dirvi chi 😉 

Penso che Aflame sia il finale perfetto per questi ragazzi: il loro lascia passare per continuare per la loro strada. Aflame è il lascia passare per noi lettori, perché questi ragazzi sono cresciuti ed è arrivato il momento che le nostre strade si dividano. 

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Sono affezzionatissima ad ognuno di loro. Adoro la Douglas ma questi ragazzi sono davvero formidabili e, come ha detto lei, sono diventati così tangibili, da essere quasi reali.

you have my heart, guys!

all of you ❤

Non voglio e non posso dirvi nulla sulla storia, ma sappiate che è uno spettacolo 🙂 . 

Alla fine Penelope Douglas ha scritto una lettera per noi lettori e per se stessa… 

ma anche io ho voglia di dire qualcosa a questa meravigliosa scrittrice. 

Thank you very much.
Thanks to Jared and Tate.
Thank you for Madoc and Fallon.
Thank you for Jax and Juliet.
Thank you for these wonderful guys.
You’re amazing.

 

dh4

Quotes:

““That makes a lane only wide enough for one car,” Jax observed.
I couldn’t control the bounce in my feet. “Exactly,” I remarked.
“Whoever makes it first . . .” Jax nodded. “Well, you get the idea.”
I swung around, heading for my car as Jax blew a whistle, clearing the track.
“Tate!” Jared shouted, his voice being drowned out in the crowd. “I’m not doing this!”

“That makes a lane only wide enough for one car,” Jax observed.
I couldn’t control the bounce in my feet. “Exactly,” I remarked.
“Whoever makes it first . . .” Jax nodded. “Well, you get the idea.”
I swung around, heading for my car as Jax blew a whistle, clearing the track.
“Tate!” Jared shouted, his voice being drowned out in the crowd. “I’m not doing this!””


 

““You’ve never gone easy on me,” I told him, my tone serious. “Don’t hold back now.”  “

 


 

“And if I lose?” he asked, sounding unusually sad. “Will you still trust that I gave you my best?”
A lump rose in my throat, and I blinked away the sudden tears.
“Jared.” I folded my lips between my teeth, trying not to cry. He wanted to know if I trusted him.
“I can’t promise I’ll wake up every day operating at a hundred percent, Tate,” he admitted. “No one can.”


 

“Tate . . . ,” he said in a hesitant voice.

“Jared, just go,” I pressed. “It’s you. It’s only you. You’re the only one who challenges me, so
challenge me! Don’t hold back. I trust you.”
I squeezed the wheel, my eyebrows pinching together as I pressed myself back into the seat.
Go, go, go . . .
Shooting for the starting line, I pushed the gas to the floor, seeing him charge ahead, both of us in the path marked by the barriers.
“Tate!” he barked.
“Go!” I yelled.


 

He’d put me first. Just like he’d promised.

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